Il senatore Pillon diffama l'Umbria Pride, accusandoli di essere «anticristiani» perché lo hanno contestato


Come era facilmente prevedibile, il senatore leghista Simone Pillon non ha preso tempo prima di pubblicare un post diffamatorio contro l'Umbria Pride, ovviamente finalizzato all'istigazione alla discriminazione.
Ricorrendo alla sua consueta violenza ideologica, il senatore dice che quello sarebbe stato il "pride della vergogna" perché qualcuno ha osato contestarlo. Inizia così a piagnucolare che qualcuno abbia osato fargli il dito medio dopo intere settimane in cui lui ha pubblicato continue bugie contro il pride mentre urlava che lui e le lobby finanziate da Mosca esigevano il ritiro del patrocinio a nome del nipote di un generale fanchista.

Se è pur vero che Pillon si rivolge a quei leghisti che i suoi finanziatori russi dicono di aver scelto perché ritenuti molto ignoranti, appare molto ipocrita il suo definire "liberticida" il contrasto ai crimini d'odio mentre oggi chiede il carcere per chi ha osato alzare un dito medio nei pressi del suo stadio legale. E non pare un caso che Pillon dica che i gay debbano essere ritenuti «violenti» mentre Adinolfi li accusa di essere «picchiatori» fascisti, dato che entrambi non fanno altro che ripetere a pappagallo la propaganda decisa dalle lobby evangeliche statunitensi di estrema destra. Evidentemente questa è l'accusa che è stata decisa da chi coordina la loro campagna contro interi gruppi sociali.

Pillon si inventa anche imprecisate accuse di "blasfemia", anche se l'assenza di fotografie a riprova delle sue accuse lascia presumere che se le sia inventate di sana pianta dopo aver ottenuto un'ondata di odio accusando il Cremona Pride di essere offensivo verso la Madonna sulla base di um manichino portato alla manifestazione da tre singole persone. Ma anche ai tempi del nazismo il gesto dei singoli veniva addossato a tutti gli ebrei.
Dice anche di aver visto persone che si sarebbero vestite da cane. Peccato che vestirsi da cane non sia reato e che sia sicuramente appaia un abito molto più elegante del suo papillon. Inoltre non è forse ai raduni leghisti che la gente si traveste da unno e va in giro con corna in testa e spade? Quindi loro possono vestisti da unni e i gay non possono vestirsi come i cani al pari dei cantanti norvegesi dell'Eurofestival?

La conclusione riassume il degrado della propaganda omofoba del senatore, con Pillpon che abusa della regione per starnazzare che lui e le lobby forzanoviste «conosciamo bene l'agenda gay e la sua vena anticristiana» prima di urlare che i gay dovrebbero avere rispetto degli omofobi. Un rispetto che lui sostiene vada garantito a chi va in giro a dire che le donne trans sarebbero "uomini" o che risulta attualmente sotto processo per aver diffamato dei volontari impegnati nelle scuole:



Quindi ci faccia capire. Lui trascorre le sue intere giornale a vomitare odio contro i gay e poi piagnucola che qualche gay lo abbia contestato? E i gay fossero davvero «violenti» come lui li accusa di essere, è certo che un dito medio sarebbe il massimo che riescono a fare? Perché quei veri violenti che lui ha difeso con l'affossamento del ddl Zan non facevano certamente un dito medio, ma i gay li mandavano all'ospedale con tutte le costole rotte.
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