Bergamo, sentinella si avvicina ai gay con una cinghia. «Qui stiamo regredendo, i gay ci rovinano...»

La Lombardia di Maroni è sempre più esposta agli estremismi fascisti. Come inevitabile, un'istituzione che ha legittimato il voler far credere che sia necessario «difendersi» da una parte della popolazione che ha l'unica «colpa» di amare persone dello stesso sesso ha riacceso gli animi di chi vede nei nuovi duce una figura dietro a cui poter nascondere la propria dietro e il proprio odio.
Ed è così che a Bergamo è accaduto l'inevitabile. Da una parte c'erano le Sentinelle in piedi che godono del pieno appoggio del Pirellone, dall'altro dei ragazzi che rivendicavano il proprio diritto all'esistenza e all'amore. Ad un tratto un manifestante anti-gay si è avventato con violenza su un ragazzo che stava cantando ed ha dato il via a una serie di insulti: «Froci di m...datemi il microfono che dico qualcosa anche io...».
L'uomo è stato allontanando dal resto dei manifestanti ma è tornato da lì a poco solo dopo essersi sfilato la cintura ed averla fatta volteggiare in aria con intenzioni poco pacifiche. Solo a quel punto è intervenuta la polizia e l'uomo si è giustificato dinnanzi agli agenti affermando: «Qui stiamo regredendo, i gay ci rovinano...».


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