Storia -

Il duce ha davvero introdotto la pensione così come sostengono i fascisti?

Il fascismo ha fatto anche cose buone. È questa la filastrocca ripetuta ossessivamente dai nuovi fascisti nel tentativo di auto-legittimarsi. Se la prima obiezione riguarda il fatto che un periodo storico va guardato nella sua complessità dato che probabilmente anche a Jack lo squartatore sarà capitato di compiere una qualche azione buona senza che ciò possa riabilitarlo, il problema è che la propaganda ha fatto il suo corso e molti di noi si ritrovano ad attribuiscono al fascismo meriti sociali non veritieri. In fondo il ripetere delle bugie ad oltranza è il metodo migliore per tramutarle in asserzioni che vengono percepite come verità.
La Wu Ming Foundation ha smascherato alcune di quelle bugie. Ad esempio c'è chi pensa che il duce abbia avuto un qualcosa a che fare con l'approvazione delle tutele dei lavoratori dipendenti in caso di licenziamento illegittimo, ingiusto e discriminatorio ma in realtà l'articolo 18 si trova nello Statuto dei Lavoratori del 1970, conquistato con le lotte dell'Autunno Caldo (1969) da operai che erano nella stragrande maggioranza iscritti alla CGIL.
Anche la pensione sociale viene introdotta solo nel 1969. Inutile a dirsi, nel 1969 il duce non era più al potere, così come non lo era anche nel 1898 quando vennero fondate le casse di previdenza, poi divenute obbligatorie nel 1919, ossia tre anni prima della Marcia su Roma.
Quanto alla sanità, il diritto alla salute viene introdotto nella Costituzione, il ministero della sanità venne istituito nel 1958, il Servizio Sanitario Nazionale nel 1978.


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