Spettacoli -

"Wildhood" di Bretten Hannam trionfa al 37° Lovers Film Festival di Torino

È il film canadese "Wildhood" di Bretten Hannam ad essersi aggiudicato il premio Ottavio Mai come miglior lungometraggio al 37° Lovers Film Festival di Torino.
Il protagonista del film è Link, in fuga un padre tossico e violento e parte col fratellino alla ricerca della madre che li aveva abbandonati. Lungo la strada incontrano Pasmay, danzatore che si esibisce nei pow wow, i raduni in cui i nativi americani onorano la propria cultura secolare: attratto da Link, li segue. Mentre i ragazzi viaggiano attraverso i territori dei Mi’kmaw, in Nova Scotia, Link troverà finalmente l’identità, l’amore e una comunità che lo accolga. Un viaggio di crescita, duro ma tenero e pieno di speranza.
La giuria lo ha ritenuto capace di aver "raccontato con sguardo poetico una storia di formazione intersezionale, dando voce a una comunità sottorappresentata come quella dei Mi’kmaq in Nova Scotia; e in particolar modo per aver raccontato una storia di riscatto e di accettazione della propria sessualità e delle proprie radici culturali. Con una fotografia evocativa e la brillante interpretazione dei giovani attori, l’opera immerge lo spettatore in un percorso di ricongiungimento con la natura e con la propria comunità d’origine".

La giuria documentari ha invece conferito il premio come miglior documentario a "Jimmy in Saigon" di Peter McDowell per la "rappresentazione di un conflitto interiore che si rispecchia nella guerra del Vietnam e nella cultura occidentale degli anni ’60 e ’70. Il punto di vista interno trascina lo spettatore nella ricostruzione di una storia d’amore che sfida le censure di due culture vittime degli stessi tabù. Il montaggio e la colonna sonora scandiscono gli alti e bassi di un’indagine sul rimosso familiare che diventa ricerca identitaria".
La giuria cortometraggi ha assegnato un premio al corto "Tank Fairy" di Erich Rettstadt, con menzione speciale a "Pentola" di Leo Cernic.

Il premio Torino Pride è stato assegnato al film giudicato più efficace nell’esprimere il passaggio di senso tra generazioni diverse, pronte ad accogliere le nuove istanze identitarie. Il Coordinamento Torino Pride, insieme all’Associazione Amiche e Amici della cultura e del festival del cinema LGBT, ha assegnato il premio a "Nelly e Nadine" di Magnus Gertten, ossia "un docufilm che, toccando la memoria storica dei campi di concentramento, risulta attuale nel fare riemergere una storia d’amore iniziata nel 1944 e vissuta con determinazione e coraggio, di grande ispirazione per le generazioni successive innanzitutto della famiglia di Nelly e Nadine e poi, grazie al film, anche per le persone spettatrici".

Il Festival ha inoltre dedicato un riconoscimento alla memoria di Giò Stajano, una delle figure più̀ importanti e significative della cultura LGBTQI+ italiana. .
Una menzione speciale è andata al criptico Death and Bowling di Lyle Kash, “per la rarità e la preziosità di un lavoro dove si respira e si vive una realtà trans non solita a vedersi sugli schermi. Una produzione unica, formata per la maggior parte da persone trans, che trasmette al film una magia rarefatta ed utopica, a volte strana, ma che ti cattura e ti porta lontano in un mondo a tratti persino immaginario“.
La giuria Young Lovers ha infine assegnato il premio Matthew Shepard 2022 a "Wildhood" di Bretten Hannam, che di fatto bissa e chiude in bellezza dopo aver vinto anche il premio come miglior film del Lovers 2022.


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