Iva Zanicchi: «Qualcuno mi accusa addirittura di omofobia. Vogliono screditarmi»


«Ricevo molti messaggi, alcuni anche pesanti, relativi ad un mio intervento nel corso della trasmissione radiofonica "la Zanzara". Qualcuno, addirittura, mi accusa di omofobia. Ma stiamo scherzando? Forse fa comodo screditare l'immagine di Iva Zanicchi semplicemente perché dice sempre quello che pensa».
È quanto scrive sul proprio profilo Facebook Iva Zanicchi dopo il polverone sollevato dagli insulti che dai microfoni di Radio 24 ha rivolto agli insegnanti del liceo Giulio Cesare di Roma, a suo parere da condannare per aver suggerito la lettura del libro "Sei come sei" di Melania Mazzucco
«Il mio riferimento, in quell'occasione -prosegue l'eurodeputata di Forza Italia- riguardava la lettura di un passaggio di un libro agli alunni di una scuola di Roma. Un passaggio molto forte, per studenti troppo giovani. Un testo, a mio giudizio, inadeguato in ambito scolastico. Quindi, rispedisco al mittente tutte le accuse infondate, ingiuste, strumentali che mi sono state rivolte. Il mio concetto di libertà è universale e vale per tutto e tutti».
In quell'occasione Iva Zamicchi minacciò di «far ingoiare il proprio vomito» e di «prendere a calci nel cu*lo per tutta la piazza del Vaticano» le insegnanti che avevano suggerito quel testo. Inutile a dirsi, il riferimento a Piazza San Pietro, così come il volersi giustificare l'insulto dietro ad una presunta libertà di parola, appaiono gli elementi classici a cui una parte del mondo cattolico anti-gay italiano ci ha abituati. E se già di per sé appare difficile poter trovare morbose quelle poche righe inserite in un contesto assai ben più ampio ed articolato (che molti hanno criticato senza neppure aver letto, è ancor più grave vedere un europarlamentare che ricorre alla violenza verbale per condannare l'operato di alcuni professori che, secondo quanto appurato anche dallo stesso Ministero dell'Istruzione, non hanno fatto altro che il loro lavoro. Arduo appare anche il voler parlare di «libertà è universale» quando si risulta fra i firmatari di un documento del 2012 che la impegnava politicamente a battersi contro l'uguaglianza di diritti per le coppie gay.
Tra i commenti al suo post di su Facebook c'è chi la accusa di ipocrisia, ma anche chi si congratula con lei per la sua posizione anti-gay. Uno dei suoi fan, ad esempio, ha scritto: «Ma anche se di omofobia si trattasse, te ne vergogni? Lo sono anch'io, omofobo, lo siamo in tantissimi e non ce ne vergogniamo per niente. Sono loro che devono vergognarsi, i culatt**no, per quello che sono e per quello che fanno». Quando una propria dichiarazione attira il plauso di personaggi come questo (da notare il «siamo in tantissimi», classico di ogni propaganda), io una qualche domanda me la farei...
A proposito, nell'immagine di apertura la vediamo durante la sua visita odierna all'Istituto alberghiero di Gattinara, perché evidentemente nelle scuole non si può dire ai ragazzi che anche due uomini possono far sesso fra di loro, ma evidentemente c'è sempre spazio per far ascoltare loro la voce di un politico in piena campagna elettorale...
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