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Bagnasco chiama a raccolta giuristi e medici cattolici contro i corsi all'educazione alla diversità nelle scuole

All'indomani del fallito tentativo di imporre leggi discriminatorie anti-gay in Slovacchia, è dinnanzi ai rappresentanti delle diocesi abruzzesi e molisane che il cardinale Angelo Bagnasco è tornato a scagliarsi contro il mondo lgbt.
Il presidente dei vescovi ha sostenuto che viviamo «in un contesto sociale in cui la famiglia è costantemente sotto attacco». Riprendendo il recente monito del papa contro la «colonizzazione ideologica», ha sostenuto che «siamo in presenza di una nuova forma di colonizzazione che intende capovolgere l'alfabeto dell'umano e ridefinire le basi della persona e della società».
Nel riportare la notizia è Avvenire a sottolineare come si tratterebbe di «un pericolo reale», nonostante l'unica colonizzazione di cui si abbia notizia è il progetto trentennale con cui vari gruppi cristiani hanno cercato di imporre una sorta di legge biblica attraverso la rieducazione degli studenti delle suole dell'est.
Rispondendo ad alcune domande, Bagnasco ha anche sostenuto che «contro l'insegnamento del gender a scuola, che va avanti, serve una mobilitazione che veda protagonisti anche realtà come i giuristi e i medici cattolici. Troppo spesso sono i genitori stessi che non si oppongono con decisione a queste teorie, perché temono ritorsioni degli insegnanti contro i loro figli. Se si tratta di creare un caso nazionale, allora creiamo un caso nazionale!».
C'è da chiedersi se nell'appello ai medici cattolici possa centrare qualcosa anche la nuova campagna di disinformazione lanciata da Avvenire per tentare di riproporre le screditatissime teorie che vederebbero l'omosessualità come una sorta di patologia.


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