Hanno fatto chiudere Gayburg



Dopo gli attacchi della Manif Pour Tous e del Codacons, è senza fornirci alcuna spiegazione che Google ha censurato (ancora una volta) le pagine di Gayburg. I contenuti non potranno più essere condivisi sui social network e non saranno più indicizzati dai motori di ricerca: potranno essere letti solo se se ne conosce l'esatto url. In pratica, l'intero sito è stato censurato.
Non sappiamo chi siano i fantomatici «lettori» che Google dice lo abbiano contattato «perché ritengono che i contenuti di questo blog siano discutibili». Forse è stata una crociata organizzata dai proseliti di Maria Rachele Ruiu, sempre affannati nel sostenere che l'omofobia debba essere ritenuta una «libertà di espressione» mentre chiedono la sistematica censura di chiunque esprima opinioni a loro sgradite.
La loro leader ci contestava l'aver espresso dissenso verso un suo articolo pubblicato sul sito di Provita Onlus. In un comunicato stampa diceva che «non era vero» e che i suoi avvocati erano già all'opera contro di noi, anche se l'articolo riproponeva integralmente lo scritto da lei firmato. Magari avevamo frainteso, ma alla nostra offerta di pubblicare una rettifica in cui la signora Ruiu avrebbe potuto spiegare in che modo quelle parole non andassero interpretate come noi le avevamo intese, non ci ha mai risposto.
In merito all'attacco del Codacons, avevamo semplicemente espresso dubbi sulla loro preannunciata azione legale contro il rispetto del regolamento di Sanremo (il quale prevedeva tre giurie distinte, di cui una rappresentata dal televoto). Dopo le loro prime minacce di denunce, abbiamo pubblicato integralmente la loro rettifica, ma quando lo abbiamo comunicato al loro ufficio stampa ci è stato risposto con insulti. Già in precedenza l'ufficio stampa del Codacons aveva chiesto la nostra chiusura dopo le nostre critiche alla loro denuncia contro chi salva la vita ai naufraghi.
Senza elementi concreti, non è possibile dire come siano andate le cose. L'unica evidenza è che pare che in Italia il diritto di opinione sia stato abolito, schiacciati dalla potenza di chi ha i mezzi e i soldi sufficienti per far chiudere la bocca a chi osa esprimere opinioni ritenute scomode. D0altra parte la signora Ruiu risulta un'organizzatrice della conferenza patrocinata dalla Lega di Salvini che porterà a Verona il peggio dell'omofobia organizzata internazionale, il presidente del Codacons è un ex-candidato del Movimento 5 Stelle. Forse sarà una casualità o forse no.
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