Simone Pillon e la propaganda tra odio religioso e generalizzazioni
Il leghista Simone Pillon è transitato dalla propaganda omofoba alla promozione dell'odio religioso. In più occasioni ha sostenuto che la Chiesa Cattolica sarebbe il motivo della sua presunta supremazia etnica e il principale motivo della sua esultanza davanti alle carneficine di Netanyahu. E quindi, per contrapposizione, i mussulmani sarebbero il male assoluto.
Oggi ha condiviso il video di un supermercato danneggiato e saccheggiato, accompagnata dal consueto attacco ai mussulmani:
Nell'intero video non si vede un solo prodotto a base di maiale, ma Pillon si dice certo che non siano stati depredati. Anzi, sostiene che il presunto mancato furto di prodotti a base di carne suina sia sufficiente a sostenere una relazione diretta tra gli atti di vandalismo e l'appartenenza religiosa o etnica di chi li avrebbe compiuti, giungendo a interrogarsi sull'incompatibilità tra l'Islam e i "valori occidentali".
Gli elementi critici della narrazione
L'impostazione del messaggio solleva diverse questioni dal punto di vista dell'analisi del discorso e della comunicazione politica. Collegare un singolo evento di disordine pubblico o saccheggio all'intera comunità musulmana o alla fede islamica rappresenta una generalizzazione che sovrappone le responsabilità individuali di eventuali reati a un'intera appartenenza religiosa.
Inoltre, l'assunzione secondo cui la presenza o l'assenza di determinati prodotti sugli scaffali costituisca una "prova" dell'identità dei responsabili si basa su una suggestione priva di riscontri oggettivi o verifiche investigativi.
Porre domande come "Islamismo religione di pace o incompatibile coi valori occidentali?" serve a instillare un dubbio nel lettore, orientando la discussione verso una contrapposizione binaria e identitaria piuttosto che verso l'analisi dei fatti. Ed ovviamente è sottinteso che lui li ritiene inferiori.
In un altro post, elogia un presunto "patriota" picchiatore che lui vorrebbe premiare perché prendeva a manganellate degli "africani". Dice che tutti i leghisti dovrebbero dare altrettanto, anche se ciò costituirebbe evidente reato di violenza privata.
Probabilmente si trattava di un agente della Digos in borghese, dato che picchiare qualcuno per strada costituirebbe reato. Ma Pillon vuol dar credere che ogni leghista dovrebbe sentirsi legittimato a sostituirsi alla polizia e dovrebbe addirittura "prendere esempio" da chi va in giro con un manganello a picchiare i passanti.
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