Ancora insulti al Senato. Malan dice che i gay non sono uguali agli etero, Giovanardi li descrive come nazisti

Si è riaperta la discussione in Aula della legge sulle unioni civili che, grazie ad un emendamento di Renzi ed Alfano, ben presto sancirà come una famiglia gay debba essere ritenuta meno meritevole di una famiglia eterosessuale. Ma dinnanzi ad un testo che appare già come un insulto, ad aggravare la situazione sono stati i soliti interventi politici di chi pare scaldare le sede del Santo con l'unico scopo di offendere la dignità dei cittadini.
Giovanardi non ha mancato di strumentalizzare la sentenza emessa ieri dalla Colsulta, sostenendo che «il problema si è concluso con la dichiarazione di inammissibilità» della stepchild adoption. In realtà i giudici non si sono espressi sul tema, limitandosi a sostenere che il quesito fosse formulato in maniera errata. Ma da chi sostiene che la Corte Costituzionale abbia dichiarato incostituzionale il matrimonio egualitario (cosa mai successa) sarebbe stato difficile non aspettarsi una strumentalizzazione anche di altre sentenze. In fondo viviamo in Italia e a nessuno interessa la verità, interessa solo quante volte le bugie vengono ripetute per farle percepire come vere.
Ed ancora, mentre il senatore Bencini stava spiegando che «i figli sono di chi li cresce, non di chi li fa», Givanardi l'ha interrotto per lanciarsi nei suoi soliti inculti: «Chi li compra! Sono delle compravendite! Comprare!» ha urlato a squarciagola forse senza sapere che il figlio del proprio compagno può venire al mondo in tanti modo, checché ne dica Adinolfi la sua banda di imbonitori.
Slogan sono stati citati anche dalla Lega Nord che, riferendosi alle famiglie gay, ha sostenuto: «Questa non è una famiglia, ma è qualcos'altro. Si deve parlare dei valori. Ciascuno ha diritto di vivere la propria vita come vuole, ma non si può negare ad un figlio di nascere da un padre e da una madre. È semplice, naturale, e ripeto naturale».
Candiani (Lega) ha poi chiesto ai sedicenti cattolici seduti in Aula di non pensare al bene dei cittadini, ma di compiacere il volere dei vescovi: «C'è un altro presente-assente protagonista -ha dichiarato- i cattolici impegnati in politica, i cattodem, quelli che sono nel partito NCD di Alfano o un po' dappertutto. Dov'è la coerenza? Se siete coerenti, prendete il senso più recondito di ciò che vi è arrivato come indicazione dalla Chiesa cattolica, applicatelo e votate contro la fiducia al Governo». Ed ancora, il leghista pare ignorare che anche i gay pagano i contributi nell'aggiungere: «Ci sono temi paradossali, che non definisco ridicoli perché la parola è riduttiva. Mi riferisco alla questione della reversibilità. Dall'altra parte è ormai palese ed evidente che lo Stato toglierà la reversibilità a chi ce l'ha già per diritto, a chi ha pagato i contributi, a chi si trova ad essere vedova o vedovo di un coniuge che ha lavorato tutta una vita e ha versato contributi per una pensione che non può più ricevere».
Secondo l'opinione di D'Alì (Forza Italia), il matrimonio non esiste più perché i gay non sarebbero più discriminati: «la tragica verità della regolazione contrattuale delle convivenze di fatto è che tutti ormai accederanno sicuramente a questo istituto. Dite di voler difendere il matrimonio, ma il matrimonio non esiste più: difendete il nulla perché, quando questa legge sarà definitiva, nessuno più accederà all'istituto matrimoniale, a meno che non abbia solo un interesse estetico alla festa collegata spesso a questo avvenimento, perché potrà averne tutti i vantaggi senza averne alcun obbligo e avendo una libertà sostanziale che non è data neanche in un contratto di locazione».

Malan ha commentato la sentenza europea della Corte dei diritti dell'uomo, sostenendo che «non dice che tale riconoscimento deve essere simile o quasi uguale al matrimonio, tant'è vero che molti Paesi che fanno parte del Consiglio d'Europa hanno dei riconoscimenti del tutto minimali per le coppie non sposate dello stesso sesso oppure di sesso diverso. Un'altra sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo dice poi che se il riconoscimento di queste unioni è di carattere familiare, o a maggior ragione matrimoniale, allora le adozioni ci devono essere. Ecco perché noi abbiamo sempre detto, per questa e per altre ragioni, che siamo contrari alle adozioni e che siamo contrari all'equiparazione al matrimonio». la sua posizione, dunque, è di diritti minimi per i gay e diritti assoluti per chiunque si professi eterosessuale. Nell'occasiona ha anche annunciato che cercherà di privare i gay dei loro diritto attraverso un referendum: «Gli italiani non sono cretini; tant'è vero che vi bastoneranno nel referendum costituzionale, alle prossime elezioni e, se sarà possibile fare un referendum, su questa robaccia che si sta approvando oggi perché, per l'appunto, non sono cretini». Poi ha aggiunto:

Il Governo si rivolge alle coppie omosessuali un po' come fa Checco Zalone, che nella sua canzone "Gli uomini sessuali" canta: "Gli uomini sessuali sono gente tali e quali, come noi, noi normali". Questo è un po' l'atteggiamento del Governo: "Sì, siete uguali, ma non entrate dalla porta principale, entrate da quella di servizio". Se sono uguali, sono uguali; se non sono uguali, abbiate il coraggio di scrivere una norma che dice che non sono uguali per il semplice fatto che da uomo e uomo e da donna e donna potranno nascere tanti bei sentimenti, ma non possono nascere dei figli. Questo è quello che si dà alle unioni civili per coppie dello stesso sesso.

Ed ancora:

Restano in questo provvedimento una serie di altri punti molto pericolosi, come la cittadinanza facile con l'equiparazione, sotto questo punto di vista, delle unioni civili per coppie dello stesso sesso al matrimonio, ai fini della concessione della cittadinanza. Pertanto, perché si dovrebbero dare 5.000 euro a uno scafista, che magari poi ti rapina prendendo ciò che hai con te e ti fa rischiare la vita, quando, dando la stessa somma a un pensionato, si guadagna la cittadinanza e la reversibilità nel momento in cui il pensionato se ne dipartirà da questo mondo? Un capolavoro che porterà a ciò cui ho accennato prima: la reversibilità verrà elargita a queste persone, dal momento che l'immigrato sarà nullatenente; e per poter garantire questo, il Governo farà ciò che ha già annunciato di fare, sia pure per sottintesi: fregare la pensione di reversibilità e massacrare anche il resto della pensione agli altri cittadini, con una procedura uguale a quella che si sta truffaldinamente usando oggi.

Poco chiaro è perché mai gli immigrati dovrebbero volere un partner dello stesso sesso e non una vecchia ereditiera, ma per chi fa propaganda politica attraverso il razzismo e l'omofobia omofobia deve essere apparsa gustosa la possibilità di attaccare due minoranze in un sol colpo.

A riprendere la parola è stato ancora una volta Giovanardi, pronto a sostenere che «gli offesi siamo noi. Siamo noi la parte lesa. Signora Presidente, il disegno di legge apre al tema dei bambini comprati all'estero, dell'utero in affitto, basta leggere il comma 20. Mirabelli da parte sua su "Avvenire" ha sottolineato per l'ennesima volta che il comma 20 è il matrimonio». Ecco, dunque, che a decidere cosa sia il matrimonio pare debba essere il giornale dei vescovi. Ed è partendo da quella falsità che aggiunge: «A Costituzione vigente il matrimonio è esclusivamente tra uomo e donna. Bastava cambiare l'articolo 29. No, avete mantenuto l'articolo 29 e avete normato le unioni civili, conferendo loro esattamente le stesse facoltà, poteri e doveri del matrimonio, salvo quest'ultima surreale vicenda della fedeltà che non si sa se mettersi a ridere o a piangere».
Immancabile è stato il suo sostenere che i gay siano persone malvagie che vanno degli stati poveri a strappare i bambini dalle mani delle madri piangenti, inevitabilmente ignorando come in quegli stati possano accedere alla maternità surrogata solo persone eterosessuali. Ancora una volta incurante della verià, Giovanardi ha detto: «Voi privilegiate i diritti di due signori ricchi di comprarsi un bambino, rispetto a quelli di una donna disperata». Poi, rivolgendosi alla senatrice Nugnes, ha aggiunto: «Certo, a te non te ne importa niente, cara collega, tu fai la senatrice, mica vivi nel terzo mondo e devi venderti per sopravvivere o subire pratiche invasive per regalare un ovocita, a pagamento, per 20-30.000 dollari».
Da lì pè passato a paragonare i gay a dei nazisti: «perché ce lo chiede l'Europa. E che? Quando l'Europa o la Germania, nel 1938, ci chiesero le leggi razziali lo so anch'io che sono stati quattro i professori universitari in Italia che le hanno negate: tutti gli altri applaudivano, perché ce lo chiedeva la civilissima Germania. Bisogna essere controcorrente proprio nel momento in cui arrivano le perversioni, come programmare un bambino eugeneticamente».

Stefani (Lega Nord) ci tiene a sostenere che le famiglie gay non sono famiglie e che gli eterosessuali sono discriminati da quei pochi diritti lasciati ai gay: «Questa specifica formazione sociale è stata infatti frutto del lavoro della Commissione per dire che questa non è una famiglia; eppure, richiamare l'articolo 3 significa evocare il principio di eguaglianza tra cittadini che non devono subire differenziazioni per questioni di razza, sesso, eccetera. Come fate, allora, a dire che questo rispetta il principio di eguaglianza? Se l'unione civile può essere fatta solo tra omosessuali, questa è già una disparità di trattamento. Non si comprendono nemmeno le ragioni per le quali si ritiene che questo tipo di istituto si applichi solo alle coppie omosessuali. È stato rilevato anche in sede di Unione delle camere penali, come è stato ricordato nel corso del dibattito. È una norma incostituzionale».

Contro l'eguaglianza è anche Gasparri, il quale ha dichiarato:

È inutile fare un'analisi dettagliatissima, però ricordo il richiamo contenuto nella premessa agli articoli 2 e 3 della Costituzione. Quindi, non si richiama l'articolo 29, sul matrimonio, ma si fa riferimento all'articolo 2, che regola altre formazioni sociali. Si dirà: non è quello che volevate voi? C'è anche il richiamo all'articolo 3, che reca il principio di uguaglianza. Mi si dirà che sono contro l'uguaglianza, mentre io sono a favore della massima uguaglianza possibile. Tuttavia, credo che il richiamo sia stato inserito artatamente per consentire, in sede di ricorsi, contenziosi e vaglio della Corte costituzionale, di eccepire, visto il riferimento al principio di uguaglianza di cui all'articolo 3, che l'unione civile non è uguale ad altre. Anche ai fini dell'adozione e di altro, si è cercato, non dico di buttare la palla in tribuna, ma di usare un trucco.

Lodi sono state riservate anche agli integralisti che sono scesi in piazza per cercare di impedire che altrie persone potessero avere i loro stessi diritti o che i bambini fosserpo puniti per essere venuti al mondo in famiglie a loro poco gradite. Gasparri aggiunge che:
Infatti se da un lato il popolo del Family Day - al quale rendiamo omaggio perché è una sincera espressione democratica, offesa e vilipesa anche in quest'Aula da alcuni esponenti politici perché alcuni possono manifestare anche bloccando Corso Rinascimento, altri, invece, sono degli zulù perché non stanno dalla parte di quelli che decidono chi sono i buoni e chi sono i cattivi in questo Paese - ha vinto, si potrebbe dire, perché l'articolo 5 del testo Lo Giudice-Cirinnà - le adozioni - è stato stralciato, tuttavia, il comma 20 di questo maxi emendamento è un voluto capolavoro di confusione e di ambiguità.

Una frase che appare offensiva, quasi come se si rendesse omaggio ad Hitler per acer creato campi di sterminio con usi massacrare gay ed ebrei. Ed è citando le finte stime diffuse dall'integralismo cattolico che il senatore ha attaccato pure la Carrà: «Noi continueremo la nostra battaglia sulla genitorialità. C'è infatti un altro argomento fasullo, ripreso ieri sera persino da Raffaella Carrà. Perché la cito? Perché è un personaggio nazionalpopolare. Raffaella Carrà ha detto che ci sono dei poveri bambini abbandonati e che è meglio che li prenda una coppia gay. Per ogni bambino orfano ci sono sette domande di adozione da parte di coppie eterosessuali». Se ciò fosse vero, al mondo non dovrebbero esistere orfani (ma così non è).

Azzonili (Ap) si è rivolta a «chi è credente come me» nel sostenere che i «valori ci pervengono dagli assi fondamentali della nostra cultura, che sono costituiti dalla cultura giudaico-cristiana e da quella greco-latina classica». Insomma è nel nome di Dio che lei vuole opporsi al riconoscimento giuridico dell'amore fra due persone dello stesso sesso.


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