Adinofli, tra manifesti abusivi e preghiere usate come insulto agli avversari politici

Non ci si può certo aspettare grande correttezza da chi cerca di ottenere voti attraverso assurde fantasie su un fantomatico «gender» che si sostiene qualcuno voglia introdurre nelle scuole italiane, ma di certo non è mai un bel biglietto da visita il sottrarre risorse alle famiglie attraverso l'affissione di manifesti abusivi. Ancor piàù e si considera come tale gesto finisca con il privare le famiglie e la comunità dagli introiti pubblicitari che sarebbero potuti derivare da quegli spazi (e che ora dovranno essere coperti da soldi sottratti alla pubblica utilità a causa di un politico che non ha voglia di pagare le tasse dovute).

E se per le strade si è scelta l'illegalità, su Facebook il leader del partito omofobo ha puntato sull'offesa al sentimento religioso. Sappiamo come Adinolfi sia solito usare Dio come mezzo di propaganda elettorale, utile anche come lasciapassare per discorsi d'odio che ledono i diritti fondamentali di una parte dei cittadini a lui non graditi. È in quel clima che il suo presunto "gruppo di preghiera" sta infestando i social network con immagini di Gesù utilizzate per «unirsi alla preghiera di Adinolfi» verso «i nostri avversari, affinché il Signore illumini il loro cuore che non può essere così indurito». Insomma, si vuole far credere che Adinolfi sia la rappresentanza suprema di Dio e la preghiera viene usata come insulto.
Ovviamente si può anche presumere che Adinolfi non creda neppure lontanamente a Dio che che il suo ateismo gli consenta di poter pronunciare delle bestemmie senza sentirsi colpo ferire, ma un politico dovrebbe avere quantomeno rispetto per il sentimento religioso altrui.


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